lavoro, linkedIn, network, personal branding

Pronte ai posti via! … #SheFactorIT ?

Ciao a tutti!

dopo qualche mese di assenza che mi ha vista impegnata sul “Mio terzo fiocco azzurro” [ che si chiama Teodoro] rieccomi qui a parlare di come valorizzare la nostra presenza online attraverso il nostro Personal Branding.

Voglio parlarvi di un progetto al quale desidero intensamente collaborare … She Factor racchiude in sé tanti temi e contenuti che in questi anni ho pensato, ho voluto e ho scritto, spesso proprio assieme a Francesca Parviero che del progetto è l’ideatrice, Project & Content Manager!
A pochi mesi dalla maternità mi dedico ad una causa in cui credo con le competenze che ho acquisito negli ultimi anni.

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Cosa?

#SheFactorIT  è un progetto gratuito per valorizzare la presenza online delle donne attraverso Personal Branding e Networking che le vuole coinvolgere in un percorso verso la valorizzazione della propria presenza online con una ricaduta sulla professionalità e partecipazione alla vita lavorativa, politica, sociale. 

Perchè?

Anche io come ha condiviso Francesca in questi giorni “Credo intensamente che attraverso il loro di personal brand e grazie a un uso più consapevole delle reti sociali – networking online – le donne possano acquisire un migliore posizionamento, una maggiore visibilità e quindi un più agile accesso alle opportunità professionali e di rappresentanza.”

Non potevo sposare un  progetto più azzeccato in questo particolare momento … dopo tanto azzurro che mi circonda … potrò bilanciare con un pò di rosa 😉

Come?

Entro nel team del progetto, collaborando con Francesca Parviero e Filippo Marano  in veste di Community Manager. Ho deciso di dedicare il mio tempo a supporto di una causa in cui credo, in attesa di ripartire al rientro al lavoro che è previsto fra pochi mesi. Gestirò alcuni contenuti su sito e canali social del progetto, faciliterò la conversazione senza perdere di vista il focus: il Personal Branding e le Donne. Torno (finalmente!) in azione dopo un po’ di tempo dedicato alla mia terza creazione in cui ho più letto e seguito che interagito. Sapete una cosa? Parteciperò anche al percorso in prima persona, ora mi cerco una tandem con cui condividere il progetto, perché fare Personal Branding è un’attività costante e io una rinfrescata di sicuro la devo dare!

Quando?

5 minuti fa! si sa, bisogna essere veloci, istintivi ma seguire sempre il proprio fil rouge! per coltivare e far crescere il proprio Personal Brand sempre per … Farsi Scegliere, Potendo Scegliere!

Seguite #SheFactorIT vi aspetto tutti qui a leggere e tutte a partecipare!

P.S.

il piccolo passeggero è Teodoro, assieme a Giancarlo e Tiziano ( grazie Chiara Gosio per le foto!) … non tutti li conoscono … eh si, perchè io uso impostazioni diversificate quando pubblico le foto su Facebook, e tu?

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a presto 🙂

Anna

 

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Personal Branding: un puzzle fatto da piccoli pezzi

Cari amici, rieccomi, dopo una pausa sul Blog dovuta a momenti intensi di vita che mi hanno portata ad una dimensione molto Off Line … ridiventerò mamma per la terza volta! Ad inizio Agosto arriverà Teodoro e insieme a Giancarlo e a Tiziano contribuirà a rallegrarmi ulteriormente le giornate …  ad insegnarmi qualcosa in più sulla gestione del tempo, sulla vita e sulla gestione degli imprevisti e mi regalerà tanti sorrisi che aspetto con gioia.

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Premessa

Detto ciò mi ricollego al titolo del post e mi chiedo: quanti pezzi di un puzzle formano il Personal Branding? Quali pezzi? Come possiamo selezionare i bordi, il centro e il resto? Quali sono gli elementi che creano il “giusto puzzle”? Un’assenza può diventare un tassello?

La riflessione

Sempre in vena di domande mi chiedo: la nostra presenza on line può avere un buco? Un Curriculum può contenere dei periodi “vuoti”? Ma soprattutto: come verranno interpretati da chi ci segue e ci legge questi momenti? Cosa può dedurre un selezionatore, un HR, da ciò? Come influirà sul nostro Personal Branding ?

La coerenza come abbiamo sempre detto che deve essere l’elemento chiave della nostra presenza on e off line e la costanza deve rafforzarla, però sono sostenitrice del concetto che bisogna esserci, MA BENE !

La logica della rete per me è quella di dare e ricevere e per dare bisogna essere nella condizione di farlo, di avere l’ispirazione per farlo, serve l’energia da trasmettere … nei momenti in cui ciò vacilla ci si può concentrare sull’ascolto, come per esempio ho fatto io in questo periodo!

Quindi?

Quindi, se per qualche ragione, la vostra presenza è intermittente … ditelo! Siate chiari … c’è sempre un diverso progetto sul quale siete concentrati. Se invece avete buchi sul CV fate lo stesso, cercate di anticipare i dubbi che possono suscitare nella testa di chi vi legge; non sempre una lunga ricerca di lavoro, una maternità, un cambiamento di vita possono essere chiari e ben interpretati leggendo il tuo CV e tutto ciò potrebbe esser erroneamente inteso e interpretato come poca motivazione, poca determinazione o altro.

Suggerimenti per il nostro Personal Branding?

In genere non amo parlare della mia vita privata qui, preferisco condividere questa parte di vita con liste di amici selezionati che sono certa siano interessati a sapere queste cose di me, infatti anche su Facebook condivido i contenuti in maniera differenziata: “pubblica” per le cose coerenti con il mio lavoro, solo con gli “amici” i momenti un pochino più ludici ma non troppo privati e in maniera “personalizzata” escludendo una lista di contatti lavorativi o professionali” quando devo postare foto o contenuti da brava mamma/moglie/cuoca/consumatrice o shopping addicted 😉 Voi fate lo stesso, vero?

Però … ci sono dei dettagli che contribuiscono a creare la nostra immagine, il nostro Puzzle! Spesso mi chiedo: “cosa voglio che gli altri, che non mi conoscono di persona, pensino di me? che immagine vorrei avessero di me?

La risposta deve guidarci nello scegliere cosa dire di noi e sul come dirlo. Oggi io ho voluto aggiungere un piccolo pezzo al puzzle del mio Personal Branding dicendovi qualcosa che contribuirà a formare il mio Puzzle! Sempre per aiutarvi nel cammino del farsi scegliere, potendo scegliere!

ciao a tutti e Buona Pasqua 🙂

Anna

 

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Per Trovare Lavoro: meglio i legami deboli o forti?

Prendo spunto da @Skande che scrive oggi  “Facebook:  il miglior social per Trovare Lavoro” collegandosi a un post del  Sole 24 Ore

… ma non è su Facebook che vorrei soffermarvi, pazientate…

Premesso che sostengo che sia Linkedin il miglior social per trovare lavoro [se usato con strategia adeguata] riconosco le ampie possibilità che oggi Facebook offre soprattutto in termini di creatività per differenziarsi e di Personal Branding …  ma non è nemmeno sulla differenza tra Facebook e Linkedin che vorrei soffermarmi …

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La mia riflessione

il succo di questi due post, di cui in fondo troverete i link, è che per trovare lavoro bisogna usare i legami forti ossia la rete consolidata di amici intimi, parenti e colleghi di lunga durata ossia le nostre relazioni consolidate.

Da 12 anni mastico questi argomenti per cui mi fa piacere condividere con voi il mio pensiero e la mia personale  interpretazione dei legami deboli per trovare lavoro.

Se tu che cerchi lavoro fai leva sulle tue conoscenze dirette chiedendo loro aiuto immagino ti aspetterai da loro una mano concreta, ossia azioni che loro dovranno fare, telefonate, mail e raccomandazioni … tutte cose che, però, non sarai tu a fare …

Il tuo miglior amico, tuo fratello o il tuo ex collega telefoneranno, scriveranno, inoltreranno il tuo CV a qualcunio e si faranno ambasciatori della tua causa  … ma tu lo faresti meglio! E soprattutto ti invito a chiederti: conclusa questa azione fatta da loro tu avrai il vero controllo di ciò che potrebbe NON accadere?  [intendo dire: se non succede nulla che fai? se non ti chiama nessuno? ]

Personal  Branding è ciò che gli altri pensano di te, è l’immagine che gli altri hanno di te ed è frutto di ciò che tu fai e dici. Per influenzare positivamente questo processo dobbiamo essere noi a fare; se una chiamata non arriva in seguito ad un CV inviato sarà l’azione successiva a impattare sul nostro Personal Branding o addirittura l’azione precedente!

Cercare lavoro utilizzando prevalentemente o esclusivamente i legami forti non basta, dirlo ad amici, parenti, ex colleghi e negozianti sotto casa non basta secondo me: dirlo, spargere la voce, non vuole dire compiere azioni concrete, cercare lavoro è un’azione che implica il fare in prima persona per ottenere i migliori risultati.

Le azioni stanno nei legami deboli

Lavorare sui legami deboli vuol dire mappare prima di tutto i legami forti per capire dove ci portano … mi spiego: sapere che mio fratello lavora in PINCOPALLO SpA non vuole dire che ho l’opportunità di entrare in contatto solo con la PINCOPALLO SpA … ma significa che la PINCOPALLO SpA avrà tra i suoi contatti/clienti qualcuno della TIZIOCAIO SrL a cui io, usando il mio legame forte,  posso arrivare … questo intendo: azioni che seguono ad altre azioni!

La differenza tra l’accontentarsi di usare i legami forti o la capacità di sfruttare anche quelli deboli sta in un’azione: quella che vi aprirà  le porte verso tanti altri contatti da saper utilizzare al meglio ed è proprio agendo in quest’ottica che sia i legami forti che quelli deboli vi serviranno …  con strategia e intraprendenza!

La rete e i legami

questo è il flusso di tweet che hanno ispirato questo post

Tweet

aggiungo, a ciò che Dario mi ha risposto, che ovviamente quoto e condivido, che i legami  deboli diventano  forti solo se azioni seguono ad altre azioni!  …. per Farsi Scegliere, Potendo Scegliere!

Ringrazio @skande e @dariodellanoce per l’ispirazione ed ecco i due post citati: questo di @skande e questo del Sole24ore

buona lettura, a presto e buon we

Anna

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Fare Personal Branding … come?

Cosa è il Personal Branding?

E’ quello che gli altri pensano di noi ed è il risultato della strategia che adottiamo nel distinguerci e nell’influenzare il loro pensiero.

Prendiamo atto che tutti lo abbiamo, sia che lo curiamo sia che non lo curiamo quindi … pensiamoci!

Fare Personal Branding significa puntare su se stessi per farci scegliere: come candidato, come cliente, come fornitore, come professionista.
Si comincia a delineare l’importanza di pianificare queste azioni evidenziandone i molteplici effetti.

Influenzare gli altri, ma come?

Una delle prime cose che ho capito è che ci deve essere un profondo senso etico nel farlo, mi spiego: lavorare sul proprio Personal Branding non vuol dire falsare l’immagine di noi stessi, anzi!

Il Personal Brand è strettamente connesso con l’autenticità di ciò che scegliamo di comunicare di noi stessi e proprio questa autenticità genera la fiducia nell’ascolto.

La fiducia, l’ascolto e l’autenticità sono tre elementi preziosi per determinare l’immagine che gli altri avranno di noi, se davvero saremo percepiti come trasparenti e autentici si fideranno di noi e il nostro Personal Branding sarà rafforzato.

Quando davvero siamo bravi a fare qualcosa abbiamo bisogno di esser noi a dirlo? Non penso perchè in generale il meccanismo di raccomandazione è sempre esistito e da sempre nello scegliere qualcuno o qualcosa ci basiamo sul passaparola: chi ci consigliano i nostri amici? quale prodotto hanno provato ed apprezzato?

Parlando di Personal Branding il meccanismo è lo stesso: lasciamo dire agli altri quanto siamo bravi, ma cerchiamo il miglior modo per fare in modo che ciò accada.

Comunicare, fare rete e avere un buon network, sia in termine numerico che qualitativo è fondamentale: si parte da qui

Qualche consiglio pratico

  1. Googlare il proprio “nome cognome” e analizzare il risultati: ci siamo? cosa appare? quanti risultati? le info sono quelle che vorrei comunicare?
  2. LinkedIn: compilare un profilo completo, accurato, con parole chiave strategiche, aggiornarlo periodicamente, espandere con costanza il network
  3. Network: ascoltare, interagire, comunicare, dare e chiedere
  4. Far parlare gli altri di noi: commenti ai nostri post, segnalazioni, endorsements
  5. Essere Social!

Altri suggerimenti li trovate continuando a leggere il mio Blog  perchè la mia logica è sempre quella di farsi scegliere, potendo scegliere !

A presto

Anna

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Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare …

♪♪♪ Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare  ♪♪♪ 

è un pezzo di una canzone che mi è rimasta nelle orecchie perché piace molto a mio figlio che la canticchia spesso e mi chiede subito dopo ” Mamma, quali sono le 3 cose da ricordarsi? “

chiaramente a voi non dirò: non si tirano le cose, non si picchiano i bimbi e bisogna chiedere per favore e dire grazie 🙂

… mi limito a sottolineare l’ultima cosa “si chiede per favore e si ringrazia” perché, ebbene si, anche via mail, su web, sui blog, sui forum questa regola vale …  ed è molto spesso trascurata!

Regole di networking

Ho già scritto altrove, in altri post che per instaurare dei buoni rapporti di networking è indispensabile dare prima di chiedere e allo stesso modo chiedere qualcosa in cambio per riequilibrare la relazione.

Non scordiamo che “Ognuno ha tanto da dare facendo poca fatica e quel poco che ha da offrire, che sia un consiglio, un passaparola, una segnalazione, un appuntamento commerciale, o altro… è oro per chi lo riceverà! Allora perché non cominciare?”

Fa parte del Personal Branding anche questo se consideriamo che è l’arte di persuadere e influenzare gli altri (in modo etico) per dare loro l’immagine di noi che desideriamo trasmettergli; come si potrebbe cominciare se non con le buone maniere?

Ci sono tanti modi di chiedere e scegliere quello più appropriato fa parte delle responsabilità di saper stare all’interno di una community.  Ricevo tante mail di richieste di aiuto e di consigli, cosa che mi fa piacere perchè oltre a sentirmi utile mi sento riconosciuta come colei che può risolvere o facilitare qualcuno nel difficile compito di volgere in positivo la propria carriera … detto ciò posso dire che alcune si differenziano davvero da altre … per il tono, per l’empatia immediata, perchè si capisce che chi ha scritto “voleva proprio scrivere a me!”

Alla fine non serve molto per conquistare la simpatia di chi ci deve leggere, farsi ricordare è sicuramente utile … chiaramente senza eccessi in nessun senso.

Se cerchi di entrare in contatto con qualcuno punta sul dire subito qualcosa che possa interessarlo, gratificarlo, che possa creare un legame con colui che ti legge, fai capire che, come tu chiedi tempo a  lui allo stesso modo hai speso tempo per informarti prima.

Quali sono le 3 cose che devo ricordarmi di fare?

prima: dire chi sei e cosa fai

seconda: perchè stai contattando proprio lui, cosa vi unisce? chi e cosa vi unisce? come hai incrociato il suo profilo o la sua strada?

e terza cosa: ringraziare!

questo sempre nell’ottica di aiutarvi a farsi scegliere, potendo scegliere!

A presto

Anna