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Fare Personal Branding … come?

Cosa è il Personal Branding?

E’ quello che gli altri pensano di noi ed è il risultato della strategia che adottiamo nel distinguerci e nell’influenzare il loro pensiero.

Prendiamo atto che tutti lo abbiamo, sia che lo curiamo sia che non lo curiamo quindi … pensiamoci!

Fare Personal Branding significa puntare su se stessi per farci scegliere: come candidato, come cliente, come fornitore, come professionista.
Si comincia a delineare l’importanza di pianificare queste azioni evidenziandone i molteplici effetti.

Influenzare gli altri, ma come?

Una delle prime cose che ho capito è che ci deve essere un profondo senso etico nel farlo, mi spiego: lavorare sul proprio Personal Branding non vuol dire falsare l’immagine di noi stessi, anzi!

Il Personal Brand è strettamente connesso con l’autenticità di ciò che scegliamo di comunicare di noi stessi e proprio questa autenticità genera la fiducia nell’ascolto.

La fiducia, l’ascolto e l’autenticità sono tre elementi preziosi per determinare l’immagine che gli altri avranno di noi, se davvero saremo percepiti come trasparenti e autentici si fideranno di noi e il nostro Personal Branding sarà rafforzato.

Quando davvero siamo bravi a fare qualcosa abbiamo bisogno di esser noi a dirlo? Non penso perchè in generale il meccanismo di raccomandazione è sempre esistito e da sempre nello scegliere qualcuno o qualcosa ci basiamo sul passaparola: chi ci consigliano i nostri amici? quale prodotto hanno provato ed apprezzato?

Parlando di Personal Branding il meccanismo è lo stesso: lasciamo dire agli altri quanto siamo bravi, ma cerchiamo il miglior modo per fare in modo che ciò accada.

Comunicare, fare rete e avere un buon network, sia in termine numerico che qualitativo è fondamentale: si parte da qui

Qualche consiglio pratico

  1. Googlare il proprio “nome cognome” e analizzare il risultati: ci siamo? cosa appare? quanti risultati? le info sono quelle che vorrei comunicare?
  2. LinkedIn: compilare un profilo completo, accurato, con parole chiave strategiche, aggiornarlo periodicamente, espandere con costanza il network
  3. Network: ascoltare, interagire, comunicare, dare e chiedere
  4. Far parlare gli altri di noi: commenti ai nostri post, segnalazioni, endorsements
  5. Essere Social!

Altri suggerimenti li trovate continuando a leggere il mio Blog  perchè la mia logica è sempre quella di farsi scegliere, potendo scegliere !

A presto

Anna

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Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare …

♪♪♪ Tre sono le cose che devo ricordarmi di fare  ♪♪♪ 

è un pezzo di una canzone che mi è rimasta nelle orecchie perché piace molto a mio figlio che la canticchia spesso e mi chiede subito dopo ” Mamma, quali sono le 3 cose da ricordarsi? “

chiaramente a voi non dirò: non si tirano le cose, non si picchiano i bimbi e bisogna chiedere per favore e dire grazie 🙂

… mi limito a sottolineare l’ultima cosa “si chiede per favore e si ringrazia” perché, ebbene si, anche via mail, su web, sui blog, sui forum questa regola vale …  ed è molto spesso trascurata!

Regole di networking

Ho già scritto altrove, in altri post che per instaurare dei buoni rapporti di networking è indispensabile dare prima di chiedere e allo stesso modo chiedere qualcosa in cambio per riequilibrare la relazione.

Non scordiamo che “Ognuno ha tanto da dare facendo poca fatica e quel poco che ha da offrire, che sia un consiglio, un passaparola, una segnalazione, un appuntamento commerciale, o altro… è oro per chi lo riceverà! Allora perché non cominciare?”

Fa parte del Personal Branding anche questo se consideriamo che è l’arte di persuadere e influenzare gli altri (in modo etico) per dare loro l’immagine di noi che desideriamo trasmettergli; come si potrebbe cominciare se non con le buone maniere?

Ci sono tanti modi di chiedere e scegliere quello più appropriato fa parte delle responsabilità di saper stare all’interno di una community.  Ricevo tante mail di richieste di aiuto e di consigli, cosa che mi fa piacere perchè oltre a sentirmi utile mi sento riconosciuta come colei che può risolvere o facilitare qualcuno nel difficile compito di volgere in positivo la propria carriera … detto ciò posso dire che alcune si differenziano davvero da altre … per il tono, per l’empatia immediata, perchè si capisce che chi ha scritto “voleva proprio scrivere a me!”

Alla fine non serve molto per conquistare la simpatia di chi ci deve leggere, farsi ricordare è sicuramente utile … chiaramente senza eccessi in nessun senso.

Se cerchi di entrare in contatto con qualcuno punta sul dire subito qualcosa che possa interessarlo, gratificarlo, che possa creare un legame con colui che ti legge, fai capire che, come tu chiedi tempo a  lui allo stesso modo hai speso tempo per informarti prima.

Quali sono le 3 cose che devo ricordarmi di fare?

prima: dire chi sei e cosa fai

seconda: perchè stai contattando proprio lui, cosa vi unisce? chi e cosa vi unisce? come hai incrociato il suo profilo o la sua strada?

e terza cosa: ringraziare!

questo sempre nell’ottica di aiutarvi a farsi scegliere, potendo scegliere!

A presto

Anna

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#2RigheBastano … [per presentarsi su LinkedIn e farsi ricordare!]

So che è un argomento molto caldo, ma non mi stanco di ripeterlo: ” quando invitiamo qualcuno su LinkedIn teniamo a mente che #2RigheBastano ”

Perchè scrivere un breve messaggio?

Chi si permetterebbe nella piazza del paese di invitarti a sedere al proprio tavolo con una espressione neutra, senza un gesto, un invito, una parola o un sorriso? [ cit. Francesca Parviero ]*

Io no di certo, e tu?

Allora fermiamoci ancora un attimo e riflettiamoci insieme …

Quando ricevo un invito mi soffermo sempre a leggere il messaggio … se c’è … e devo confessarvi che su 10/15 inviti che ricevo al giorno forse solamente uno è personalizzato. [inutile dire che di quella persona mi ricorderò di sicuro!].

In genere accetto tutte le richieste, o quasi, ma rispondo a chi dall’altra parte mi ha cercata chiedendo il motivo e  di dirmi qualcosa su di sè … su cosa nascerebbe dal nostro collegamento, per capire anche cosa o chi  lo ha portato a me.

Sono spinta al 90% dalla curiosità, mi piace capire come si tesse la ragnatela del network, e dal fatto che ogni persona può portarmi verso nuovi confini, progetti e realizzazioni. Per me la Lifelong learning comincia qui … capisco e decido dove andare ascoltando gli altri.

Detto ciò è evidente che mi ricordo molto bene di chi si presenta e delle risposte che alcuni mi danno (si … purtroppo non tutti rispondono nemmeno se interrogati … e allora mi dico: “mi cerchi, ti rispondo e sparisci? boh!”) , queste righe che poi ricevo, a cui spesso e volentieri rispondo sono autentiche, sono preziose e sono la base della mia attività di networking, la mia ragnatela comincia qui …

LinkedIn è uno strumento che ci porta risultati solo se utilizzato bene. Personal Branding è comunicare la nostra unicità. Il Personal Brand è il nostro valore. Che unicità comunichiamo se inviamo una richiesta senza parole, senza emozioni, senza cura per l’altro?” 

Infine una Critica Costruttiva

Se sono vere tutte queste cose, se tutti dobbiamo investire in un network reale ed efficace, non solo per collezionare numeri fino ad arrivare al fatidico +500 mi chiedo: “come mai le app LinkedIn Apple e  Android non permettono di inserire un messaggio personalizzato?”

ebbene si, quando ti vengono proposte le persone che “potresti conoscere ” puoi cliccare sul + accanto al nome  ma non puoi aggiungere le #2Righe … 😦

Tanta gente ormai accede ai social da smartphone … e usa le app e quindi? … Su, su su LinkedIN developers che potete fare di meglio 😉 

Non sono una programmatrice e non so quanto sviluppare questa modifica possa comportare in termini di tempo, risorse o costi però … mi piacerebbe che un messaggio sulla netiquette venisse proprio da casa LinkedIn … per permettere a tutti di “Farsi scegliere, Potendo scegliere”  … o sbaglio?

Grazie, auguro una serena estate a tutti, a presto!

Anna

* Francesca è la mia prima alleata in questa crociata2.0 🙂

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Lunedí 16 Aprile: Imprese e lavoratori in rete per competere

Imprese e lavoratori in rete per competere.  . .  un tema attuale, un evento organizzato da Manageritalia a Milano, io ci saró e voi?

Ebbene sì la rete, intesa come realtà online, è un must per comunicare, interagire, collaborare e vendere, ma lo è anche offline perché aziende e individui possano collaborare al meglio per competere con successo.

Il post lo trovate qui :

http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/04/imprese-e-lavoratori-in-rete-per-competere/

A presto!

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LinkedIn e l’importanza dei Meganodi

Ho sentito la neccessità di riportare qui un bel Post di Paolo Bruno [che ringrazio davvero per la simpatia e la collaborazione] perchè, nella mia attività di LinkedIn Coach cerco sempre di far capire ai miei candidati l’importanza di avere dei buoni collegamenti nella loro rete: sia nell’ottica delle opportunità di “Network” sia per aumentare la “Trovabilità del loro Profilo”.

Questo Post è molto chiaro e aiuta a comprendere come un Meganodo [un utente all’interno della nostra rete] è in grado di ampliare in modo esponenziale le connessioni di secondo livello e come sia in grado di influire notevolmente nelle connessioni di primo livello interagendo con tutti i gruppi primari.

cerchiamo di capire quale è “Il primo principio dei Meganodi di Paolo Bruno”

Linkedin è un Social Network Professionale basato sui livelli di connessione.

Ogni connessione diretta è di 1° Livello, tutti “gli amici degli amici” sono connessioni di 2° Livello, tutto il resto viene definito come 3° Livello.

In realtà i livelli sono più di 3 ma non si ha alcuna visibilità dopo il 2°. Non ci è dato sapere quanti contatti ci separano da quel lontano utente di 3° Livello (si teorizza che al massimo possano essere 6).

Che funzione hanno i Livelli? 

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a presto AM