lavoro, linkedIn, outplacement, personal branding

LinkedIn per Trovare Lavoro

…. e per farsi scegliere, potendo scegliere!

Ho preparato questa presentazione perchè sono ormai tanti i candidati che si rivolgono e scelgono la mia società per la consulenza di carriera anche e soprattutto per la visione innovativa che adottiamo nella ricerca di lavoro e nel percorso di carriera.

#ChangeManagement #PersonalBranding #CareerInnovation sono solo tre delle tags che vanno ad integrare il concetto di #Outplacemet

vi lascio un’immagine sotto la quale troverete il link alla presentazione, buona lettura  a presto Anna

 

 

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lavoro, outplacement

Le 3 buste

Rifletto spesso sul cambiamento, sul come affrontarlo, come viverlo e come riconoscerlo.

Qualche giorno fa un collega, nell’ambito di un percorso di Outplacement o Career Transition, parlava con un Manager dei diversi atteggiamenti possibili per contrastare il cambiamento, anzi proprio per contrastare l’effetto negativo che può portare il “non saperlo riconoscere” e ha raccontato una piccola storia, una metafora che vorrei condividere con voi.

la Storia

Il nuovo Direttore Generale, giovane e  fresco di promozione deve affiancare il “vecchio” collega per un cordiale passaggio di consegne sulla gestione dell’azienda e il secondo, dopo pochi preamboli lo liquida dicendogli  “ti faccio un regalo prezioso: ti lascio tre buste numerate, aprile, in ordine, ogni volta che dovrai gestire una crisi, è il miglior regalo e passaggio di consegne che potrei farti!”

Passa il tempo e, dopo un anno circa, la prima crisi arriva e il giovane Direttore Generale, non sapendo che strada scegliere per risollevare la situazione si ricorda delle buste e apre la prima e legge “ACCENTRA” …. e così fece, tagliò, accentrò, ridusse, contrasse e per un altro anno e mezzo le cose migliorarono, fino alla seconda crisi e alla seconda busta … con scritto “DECENTRA” … e così fece assunse, si espanse, incrementò e le cose si ristabilizzarono per un altro anno e mezzo …quando dovette ricorrere alla terza ed ultima busta dove lesse “PREPARA LE TRE BUSTE”.

Il vecchio saggio Direttore Generale uscente aveva saputo consigliare il suo nuovo sostituto nel affrontare il cambiamento con anticipo, prevenirlo, senza doverlo subire, ma … forse scegliendolo.

altre riflessioni

Proprio qualche giorno fa, durante una riunione, ci è stato detto: se viaggi sul treno del cambiamento ti accorgerai meno di viverlo, non ne avvertirai troppo l’impatto, perchè ci sarai già sopra, lo starai già affrontando e lo avrai già accettato e metabolizzato.

Credo che in un mondo in evoluzione, dove il lavoro sta davvero cambiando i confini e gli schemi delle persone, non ci si possa davvero permettere di subire un cambiamento, ma diventa necessario farne virtù e utilizzarlo per crescere ed evolversi ulteriormente, usarlo per scegliere ancora una volta la nostra direzione.

Vi saluto, a presto

Anna

colloquio, lavoro, outplacement, personal branding

Come sfruttare davvero il network: chi è il tuo ponte?

Riprendo il discorso affrontato nell’ultimo post per parlare del network, come sfruttarlo davvero.

L’accaduto
Qualche giorno fa un candidato mi ha detto: “Anna io non avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro perchè conosco tanta gente, ho tanti amici che possono aiutarmi”.
Gli ho risposto che questo lo aiuterà di certo, ma che la vera utilità del network sta nei legami deboli, non in quelli forti; conoscere qualcuno che conosce, a sua volta, qualcun altro.

Ipotizzando di essere A, che B sia il “nostro amico, ex collega, o chi altro” e che C sia, a sua volta, un “amico, collega, ex collega” di B.

Bene: arrivare a C attraverso il nome di B, questo è il potenziale da usare!

Da dove partiamo?
Quando parlo con chi sta facendo un percoso di Outplacement o di Career Management gli chiedo di compilare un semplicissimo file per analizzare il network: in che azienda vorresti andare? Chi conosci? Qualcuno conosce qualcuno lì? Quale ruolo vorresti ricoprire lì?
Consiglio anche di utilizzare i contatti in prima persona, ossia: fare da sè!
Se conoscete qualcuno che a sua volta può crearvi un contatto dove desiderate presentarvi, chiedete semplicemente la possibilità di “spendere” il suo nome ma siate voi gli autori dell’azione di networking; solo così sarete certi del risultato e del timing!

La pratica e i consigli
Oggi chi gestisce selezioni e assunzioni è oberato di offerte e richieste per cui, la leva della fiducia che si genera in amicizia, tra ex colleghi, tra colleghi ecc. è fortissima: aiuta e snellisce il lavoro.
Se C incontrando o ascoltando voi saprà di aiutare B lo farà ovviamente più volentieri.Non scordate di aggiornare B sul percorso e sul risultato; spesso una telefonata di B vs C può rafforzare. Aggiornate costantemente il file, sarà utile per il futuro e per non fare sovrapposizioni o gaffe come scrivere due volte alla stessa persona spendendo due nomi differenti.
Presentatevi all’incontro con C pronti ed aggiornati sia su C che su B, informatevi prima …

Per esempio anni fa per arrivare ad un cliente ho utilizzato una conoscenza comune che, oltre ad avermi fatto da “ponte” (dicesi ponte colui che permette la connessione tra A e C) mi aveva informato che C amava le penne, le collezionava, non parlo di Montblanc ma di penne con loghi aziendali, i classici gadgets che si offrono a convegni o ad eventi; questa informazione è stata utilissima per me perchè C ha davvero apprezzato che io lo sapessi, ho dato conferma al suo legame di fiducia verso B ed il fatto che, prontamente, avessi per lui due penne per aumentare la sua collezione ha contribuito a “rompere il ghiaccio con me” e a favorire una comunicazione costruttiva.

Conclusioni
Ovviamente ridurre il discorso del network ad un giochino di scambio di penne tra A, B e C è riduttivo, spero tuttavia che i consigli pratici e la semplicità delle mie parole possano esservi d’aiuto.Nei prossimi post cercherò di addentrarmi sempre di più nell’argomento per permettervi di farvi scegliere, scegliendo!

A presto

lavoro, outplacement

Outplacement, in due è più facile!

Lavorando nelle HR e occupandomi in prima persona di questo servizio, spesso mi fermo a riflettere sulle effettive utilità di tutti questi strumenti a servizio di aziende e candidati.

In particolare vorrei addentrarmi nell’Outplacement per provare a suggerirvi la concreta utilità di questo servizio di Supporto alla ricollocazione.

Parto da una serie di motivi molto pratici per i Candidati e per le Aziende

Candidati Aziende
In due è più facile, non esistono miracoli, ma di certo si accorciano i tempi di riuscita Il costo del servizio è inferiore rispetto alle procedure di licenziamento e mobilità
Si procede in maniera organizzata e non casuale Limitazione e annullamento dei conflitti sociali, si ammorbidisce il conflitto
Si metabolizza in fretta il “lutto” della perdita del lavoro Mostra un alto senso di responsabilità sociale
Si sfrutta il cambiamento per migliorare
Si valorizzano le competenze trasversali

Spesso, durante le gestione della separazione dall’azienda, i candidati preferiscono concentrarsi sulla trattativa della buona uscita, monetizzandola, senza pensare davvero al loro “prossimo futuro”.

Incontro davvero tante persone che tralasciano di considerare in maniera concreta l’ipotesi di accettare, o proporre direttamente alla propri azienda, il servizio dell’Outplacement, certi di poter fare da sè; cosa che, ben presto, si rivela faticosa, incerta, con pochi risulati a breve termine e approdano solo in tempi tardivi a me…

Il tempo come lo stato d’animo nella ricerca del nuovo lavoro, giocano un ruolo chiave nella riuscita, è per questo fondamentale non tardare questa decisione…

Credo che un confronto con una Società seria e un bravo Consulente di Carriera valga la pena, ogni società è disposta ad incontrare i candidati per spiegare il servizio e supportarli in questo difficile momento.

Vi saluto, ricordandovi che L’Outplacement va scelto, per farsi ancora scegliere!

A presto

Anna

Qui trovi altri approfondimenti sull’Outplacement! Buona lettura 🙂

 

lavoro, outplacement

Outplacement 2.0 | Cos’è il Bilancio delle Competenze?

Avendo parlato, nel mio precedente post dedicato all’Outplacement 2.0 , del Bilancio di Competenze vorrei darvi qualche informazione in più sul  percorso e su quali sono, a mio avviso, le novità 2.0 in questione.

Premessa
Prendo spunto da Orientami, noto Blog degli Orientatori Professionisti per trovare la miglior definizione in proposito e la riporto:

il Bilancio delle competenze svolto nell’ambito del riorientamento al lavoro (BdC riorientativo) è finalizzato ad analizzare competenze professionali e personali, attitudini, personalità e motivazioni con l’obiettivo, per il lavoratore, di individuare dei nuovi percorsi lavorativi sul mercato del lavoro in base a ciò che il lavoratore ha maturato nella sua storia professionale ma, anche, indipendentemente dal tipo di lavoro precedentemente svolto.

È un’azione intesa come riorientamento di carriera sia “interno” alla persona, come individuazione dei percorsi professionali e delle proprie potenzialità, sia “esterno” perché si vanno ad individuare le nicchie di mercato più consone e recettive al soggetto che ricerca una nuova attività lavorativa. È un’azione rivolta a persone che hanno perso il lavoro o che sono a rischio disoccupazione: la filosofia è quella di fare incontrare, in tempi brevi, la persona con il lavoro più adatto che offre il mercato proprio in quel particolare momento critico della sua storia professionale.

Bilancio di Competenze nell’Outplacement 2.0
Mantenendo inalterata tutta l’attività sopra descritta, la novità parlando di Outplacement 2.0 sta nella modalità di gestione della comunicazione on line e nello sviluppo del network attraverso la rete.

Partendo dalla condiderazione che possiamo scegliere scegliendo si svolgerà un lavoro mirato al Progetto Professionale condiviso con il Consulente di Carriera per andare a identificare quali sono gli spazi migliori su web per parlare di noi, dei nostri interessi, delle nostre aspirazioni per esempio. Cercheremo di attirare l’attenzione di chi ci dovrà scegliere facendo pervenire al futuro interlocutore tutte quelle informazioni e referenze che lo invoglieranno ad incontrarci.

Concludendo
Gli strumenti utilizzati saranno tutti quelli che l’web 2.0 offre sia per comunicare che per ascoltare dando una nota “di precedenza” all’ascolto proprio per accorciare i tempi di riuscita andando a parlare proprio dove potrebbe esserci interesse verso di noi, verso le nostre specifiche competenze, passioni ed esperienze, per farci scegliere scegliendo!

Saluti a tutti
Anna

Ecco il post citato:
http://www.orientami.net/2011/05/cose-il-bilancio-delle-competenze.html